NON BERTI LA VITA

A.C.A.T. Bologna

3491744897

0514211378

 

 

A.C.A.T. BOLOGNA

Associazione dei clubs alcologici territoriali (metodo Hudolin) (O.N.L.U.S. fondata nel 1993 e da tale data al servizio di tutti coloro che hanno problemi alcoolcorrelati)

Regolarmente iscritta all'albo delle associazioni O.N.L.U.S. della regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna

 

Sede Legale

40133 Bologna, Largo Nigrisoli 3

 

Sede Operativa

40126 Bologna, via Mascarella 98/A

Tel. 051 4211378 - 349 1744897

acatbologna@teletu.it

 

Siamo un'associazione di volontari, senza scopo di lucro, che si propone di prevenire e affrontare, attraverso i clubs associati, i problemi dell'alcolismo.

Operiamo in stretto collegamento con gli organi della sanità di Bologna.

Operiamo sul territorio comunale e provinciale e attraverso associazioni correlate su tutto il territorio nazionale.

 

 

Cosa facciamo

 

Offriamo informazioni e assistenza a tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno problemi di alcool

Propaganda contro l'alcolismo

Seguiamo attraverso i nostri clubs per alcolisti in trattamento gli alcolisti portandoli ad aver coscienza del loro problema ed affrontare il cambiamento e l'astinenza.

Pubblichiamo periodicamente un notiziario contenente articoli sull'alcolismo ed esperienze di alcolisti in trattamento. Tale notiziario è disponibile per tutti, è sufficiente richiederlo.

 

 


ALCOOL: PROBLEMI

 

Sono tutti quei problemi, di vario ordine e natura, causati e legati al consumo episodico o abituale di bevande alcoliche.

 

  • PROBLEMI FISICI, per la tossicità diretta e per le situazioni a rischio che inducono (infortuni e incidenti)
  • PROBLEMI RELAZIONALI, per le alterazioni che creano nei rapporti interpersonali e soprattutto nelle famiglie
  • PROBLEMI SOCIALI, per i danni nella sfera lavorativa e in svariati altri campi della vita comunitaria.

 

PATOLOGIE E DISAGI PIU’ FREQUENTI

 

traumi

sintomi gastrointestinali

ipertensione

pancreatici

cirrosi

neuropatia periferica

danni cerebrali

ansia

depressione

deficit cognitivi

problemi familiari

problemi sociali e lavorativi

guida pericolosa

emarginazione sociale

suicidi

 

 

I COSTI DELL’ALCOOL

 

I costi che la comunità paga per i problemi alcolcorrelati sono elevatissimi. Ogni anno sono legati al bere:

 

ü      Dal 5 al 10% dei ricoveri ospedalieri

ü      Più del 5% delle pensioni di invalidità

ü      Più di 25 milioni di giornate lavorative perse

ü      Più di 35000 persone muoiono per cause alcolcorrelate (cirrosi epatica, incidenti stradali, infortuni, suicidi, alcuni tumori, malattie dell’apparato digerente e cardiovascolare)

 

E poi ci sono i costi umani che sono molto drammatici: tutti i rapporti interpersonali subiscono delle alterazioni e soprattutto in famiglia si dialoga meno, ci si chiude in sé stessi, si diventa irritabili, irascibili e a volte violenti.

 

 

 

 

 

 

 


Attività: Le Regole

CHI PUO’ PARTECIPARE AL CLUB?

 

Tutte le persone che sentono di avere problemi sanitari, sociali e familiari legati al consumo di alcol e/o chiunque ne è direttamente coinvolto.

 

 

QUANDO SI RIUNISCE IL CLUB?

 

Una volta alla settimana in una sede propria per affrontare insieme le difficoltà legate all’uso di alcool.

 

COSA FA IL CLUB?

 

Le attività del club si basano sulla solidarietà, l’amicizia e l’aiuto reciproco. Al club partecipa servitore insegnante formato che consoce i problemi alcoolcorrelati ed è quindi in grado di stimolare il lavoro di gruppo

 

POCHE REGOLE MA IMPORTANTI

 

La riunione si svolge una volta alla settimana e dura un’ora e mezza

 

La puntualità è fondamentale

 

La partecipazione deve essere costante

 

L’assenza ad un incontro deve essere giustificata

 

Tutto quanto detto nell’incontro rimane all’interno del Club

 

Durante gli incontri non si fuma

 

Partecipano le famiglie e il servitore insegnante

 

 

 

Attività .Associazioni

Esse nascono per essere al servizio dei Club quindi delle famiglie che li frequentano; il compito delle Associazioni è favorire l’apertura di nuovi Club, sostenerli nelle difficoltà, coordinarne il lavoro, aiutarli ad attivare quelle iniziative che possono servire alla loro diffusione. Le ACAT sono le Associazioni zonali che raggruppano non più di 10-20 Club di un territorio di solito abbastanza limitato (una città, un gruppo di paesi limitrofi…). Le ACAT garantiscono le riunioni mensili dei servitori del proprio territorio . Le ACAT organizzano l’interclub zonale che è l’incontro di tutte le famiglie dei Club della zona; è un’occasione per incontrarsi, confrontarsi e discutere.

Organizzano SCUOLE DI ALCOLOGIA TERRITORIALI

Attività .Il Club

Il Club è un’ associazione volontaria costituita da famiglie con problemi alcolcorrelati complessi. È una comunità multifamiliare poiché le famiglie si ritrovano a condividere un cammino in un clima comunitario che permette di mettere in comunione le storie, le difficoltà, i progetti, le speranze, le gioie e i dolori.

Il Club non è un’associazione chiusa, non è un’isola ma una porta aperta per le famiglie in difficoltà ; lavora secondo un’ottica familiare riconoscendo cioè che il problema non riguarda mai solo un singolo membro, ma tutta la famiglia e in senso più ampio tutta la comunità in cui la famiglia vive. Questo approccio deriva anche dall’esperienza e dalla considerazione che cambiare stile di vita, smettere di bere, diventa decisamente più facile e più bello quando tutta la famiglia è coinvolta nel Club.

Le famiglie del Club scelgono di non bere e di non tenere nella propria casa bevande alcoliche;è una scelta concreta di promozione e protezione della salute per ogni membro della famiglia.

 

 

 

Lo Sportello

Lo sportello multifunzionale dell’A.C.A.T. nasce con l’obiettivo di fornire all’intera cittadinanza informazione e documentazione sui problemi legati all’abuso di alcol:

ascolto e prima accoglienza a persone direttamente o indirettamente interessate;

promozione e sensibilizzazione dell’attività dell’associazione e dello sportello.

Lo sportello è attivo presso la sede di Via Mascarella 98° Bologna nei seguenti orari:

Martedi' 16,00-18,00

Giovedi' 16,00-18,30

Sabato 9,30-12,00


Come Contattarci

Sede: Via Mascarella 98°

40126 BOLOGNA

E-mail: acatbologna@teletu.it

 

Telefono e Fax: 051-4211378

Cellulare:            3491744897

 

Orari Sportello

martedi' 16,00-18,00
giovedi'16,00-18,00

sabato    9,30-12,00
 

Come Sostenerci

Chi desidera sostenere in qualsiasi forma l’associazione può contattarci

al numero:051-4211378 oppure effettuare un versamento sul ccp n:62767454

Testimonianze

 CHE COSA E’ IL CLUB.

Il C.A.T., ossia Club, è una riunione settimanale terapeutica per alcolisti in trattamento. Quando io sono entrata a farne parte 8 anni fa, ero molto timorosa e insicura, poi conoscendo i componenti, i quali mi hanno aiutato mi sono sentita un pò meglio.

In questi incontri si parla del problema che abbiamo, cioè l’alcolismo, e si sentono tutte le varie testimonianze.

Alla fine il tuo problema sembra più piccolo e con il tempo, e frequentando assiduamente il CLUB si creano delle grandi amicizie.

Purtroppo alcuni componenti non ce l’hanno fatta e sono deceduti; altri non sono riusciti a mantenere l’astinenza, e hanno avuto alcune ricadute, ma rimanendo uniti, e aiutandoci a vicenda, le cose si sono messe al meglio.

Nel mio CLUB siamo in 5 con un’astinenza che varia da 6 a 11 anni:

Un componente del Club che per 5 anni, anche aiutandolo, non riusciva a superare i cento giorni, poi è arrivato il miracolo, ora ha più di 1000 giorni, ed è un ragazzo molto attivo, e presente mentalmente.

Adesso sono entrati  3  componenti nuovi, e il nostro compito è quello di aiutarli a sentirsi a loro agio, e far si che la loro astinenza prosegua senza  intoppi.

Nel CLUB io ho trovato tutto, cioè amicizia e comprensione.

Ringrazio il Club che mi ha aiutato ad uscire da questa malattia, ora mi sento sicura, serena, e in pace con me stessa, sono un’altra persona, ringrazio anche le mie due amiche, che mi hanno seguito sempre presenti per questi 8 anni, è stato un grande sostegno, mi hanno dimostrato una amicizia infinita come pochi sanno fare.

Grazie Marta e Gianna!!!!!

                                MARISA C.A.T. 8

UN FAMILIARE

Il problema in casa c’era e lo si sapeva.

Era tollerato perché non aveva mai creato situazioni di disagio tali da dover prendere delle decisione definitive.

E poi mio marito come tutti gli alcolisti non ammetteva di esserlo.

Una sera che non era stato in grado di regolarsi sulla quantità da assumere, o forse più semplicemente perché doveva succedere, io e mio figlio lo abbiamo trovato nel parcheggio sotto casa in stato confusionale.

Portato al pronto soccorso , è iniziato per lui un periodo per prendere coscienza del suo stato( SCUOLA TERRITORIALE DI ALCOLOGIA), finito il quale è stato inserito in un CLUB.

Ormai sono passati quasi quattro anni con alcune brevissime ricadute.

Certo da come era a come è ora vi sono stati dei buoni risultati.

Io vorrei avere più fiducia nei suoi confronti, ma posso aspettare, so aspettare e se me lo chiederà potrò anche cercare di aiutarlo.

                            MARZIA C.A.T. 101

A COSA SERVE IL CLUB.

Il CLUB. è un modo di confrontarsi, senza falsi pudori, per una persona che ha perso la fiducia in se stessa. Venendo al  CLUB. ci si riappropria anche della stima in se stessi.

Il CLUB. aiuta in particolare il famigliare che ha perso ogni speranza.

Frequentando il CLUB., vede il miglioramento degli altri, poi piano piano anche quello dell’alcolista e di se stesso

Sono amica di un alcolista del CLUB. 8

Io dell’alcolista avevo un’idea sbagliata, pensavo che fosse anziano e barbone, che non ci fosse recupero, mi sbagliavo, le persone con questo problema sono tante e di tutte le età, e frequentando con l’aiuto dei medici prima e dopo i gruppi : i Club, si può diventare sobri.

                                 MARTA C:LUB:8

 

IL CLUB E’

Un gruppo di persone che hanno in comune un grosso problema: L’alcool.

Persone che si raccontano, si confrontano senza mai sentirsi giudicati e con umiltà e sincerità cercano di crescere insieme per andare avanti nella loro astinenza instaurando un rapporto di amicizia su cui si fonda il principio dell’autoaiuto.

Non dimentichiamo che aiutare gli altri significa aiutare se stessi.

E con la volontà di superare l’ostacolo comune, cioè l’alcool, si può tornare a una normale vita di relazione sia verso se stessi che verso gli altri.

Il Club è............una scelta per rinascere.

 

                                GIANNA C.A.T. 8

 

UN FAMIGLIARE: RIFLESSIONI

Sono circa otto anni che frequento come famigliare il C.A.T. 83, un gruppo che definirei con affetto “vivace”, nel senso che ha visto nel tempo molti alcolisti partecipi: qualcuno ci ha lasciato con la conquistata “dignità di morire”, altri per aver pensato alla guarigione dalla malattia e di non avere più la necessità di frequentare.

Su quest’ultimo punto sorgono interrogativi e riflessioni, fra tanti: avere un amico è già una fortuna, poter contare su più amici un’altra ancora, ma allora come si può privarsene? Occorrerebbe cogliere, a mio avviso, questo fondamentale valore.

Spesso da alcolista attivo si sono persi molti affetti familiari, si è isolati con la propria solitudine e allora, semmai, riconquistati da alcolisti in trattamento come si può riperderli

Non è forse il gruppo da annoverare come un’altra  tua piccola  o grande famiglia?

Non è stando insieme, riscoprendo e scambiandosi sentimenti d’affetto, che si può trovare sempre più la forza per difendersi dal pericolo di ricaduta da dipendenza vecchia e incorrere nel rischio di nuove e tenere quindi alta l’attenzione?

Per ricevere bisogna dare e chi ha ricevuto non dovrebbe dimenticarsene: altri malati attendono di essere aiutati.

Desidero portare un esempio che rafforza il mio convincimento: Roberto attualmente al nostro C.A.T., cambia spesso per motivi di lavoro città: in ognuna cerca il contatto per continuare a frequentare, a condividere con altri componenti della sua “grande famiglia” la quotidianità da astinente. Abbiamo la consapevolezza che prima o poi il lavoro lo porterà altrove, convinti però che comunque apparterrà al gruppo continuando il suo percorso insieme ad altri amici.

Per me il martedì, giorno in cui si riunisce il gruppo, è divenuto da tempo “la priorità” che diffondo ogni qual volta giustifico una mia assenza altrove, anzi nel tempo ho trovato nei diversi interlocutori rispetto, apprezzamento e condivisione di questo mio impegno: gli stessi interlocutori che fino a sette anni fa mi invitavano ad abbandonare Otello al “suo destino”, che però penso siano certi che poi non corrispondesse anche a quello della nostra famiglia?

E’ la prima volta che scrivo per il giornalino e voglio esprimere un sentito grazie a tutti, operatori e componenti

Ciao

                             VIVIANA C.A.T. 83

ESPERIENZE DI FAMIGLIARE

Sono una figlia di un alcolista, ho ricordi della sobrietà di mio padre risalenti alla mia infanzia e all’ultimo anno, con qualche pausa negli anni.

Devo dire che il periodo di astinenza che è iniziato con l’ultimo ricovero, che è successo a novembre 2005, è stato veramente intenso ma anche faticoso.

Papà non ha mai chiesto a nessuno di noi( a me, mia sorella nostra madre) di partecipare ai 100 giorni legati all’ambulatorio di tossicologia e nemmeno agli incontri del CLUB..

Abbiamo ritenuto che fossero importanti per noi come per lui, oltre a dimostrare a lui che eravamo e siamo molto orgogliose del percorso che ha affrontato e che sta continuando con grosso impegno.

Quindi scoprire mio padre per l’uomo che è senza i fumi dell’alcool è un grosso traguardo che richiede l’impegno di tutti ma che dà a tutti noi tanta gioia.

                                   PAOLA CLUB. 5

PERCHE’ I FAMIGLIARI AL C.LUB.

Sono il famigliare di un alcolista, e come tutti credevo che l’alcolismo fosse “un problema suo”.

Frequentando il CLUB. con continuità ho imparato a considerare il problema alcool come un problema comune, e come tale deve essere affrontato assieme e con tanta pazienza.

Infatti mentre noi, sobri, riteniamo che dopo il primo periodo di astinenza il problema sia risolto, frequentando il C.A.T. impariamo che l’alcool è un nemico estremamente subdolo che influisce sulla volontà dei soggetti a lui dipendenti, e che può essere risolto, o per essere più esatti controllato e dominato, solo con la collaborazione fra famigliari ed alcolista con la costante guida dell’operatore del CLUB. Ovviamente i primi tempi sono molto faticosi con l’alcolista che sostiene di essere astinente e noi famigliari che, con il nostro continuo sospetto, sosteniamo che queste affermazioni non siano sincere. Noi famigliari non ci rendiamo conto della fatica dell’alcolista a rimanere astinente e inoltre il tempo trascorso in sua compagnia mentre era attivo ci ha fatto dimenticare come era prima, e adesso ci troviamo di fronte una persona che non crediamo di conoscere mentre riaffiora il carattere che l’alcolista mascherava grazie all’alcool e che noi , pervasi dalla nostra impotenza, avevamo dimenticato.

Fortunatamente col tempo ci rendiamo conto che la persona che abbiamo di fianco è tornata ad essere quella che conoscevamo prima della dipendenza con tutti i suoi pregi e difetti che noi avevamo dimenticato offuscati dal desiderio di soccorrerla senza riuscirvi.

Ogni tentativo che facevamo e che non riusciva allo scopo lo ritenevamo un nostro fallimento mentre in realtà era l’alcool che era più forte di noi e non sapevamo come batterlo.

In conclusione ricordo a tutti i famigliari che la dipendenza alcolica è “un nostro problema”, anche se noi siamo astemi, e che è necessario combatterlo assieme e non uno contro l’altro, muniti di tanta pazienza e tanta speranza di riuscirci, dando fiducia all’alcolista e sostenendolo nei momenti più difficili e pericolosi.

Amici famigliari lottiamo insieme con i nostri cari contro questo nemico subdolo e non stanchiamoci di affiancare l’alcolista nella sua battaglia.

          GIAMPAOLO CLUB 101

 

CARO PAPA’

Ciao mi chiamo Andrea ed ho nove anni e mio papà era un alcolista attivo, però adesso non lo è più, c’è un bel po’ di differenza, tipo prima tornava a casa tutte le sere ubriaco e adesso  torna sempre a casa normale e posso giocare con lui, parlare e fare tante altre cose. Finalmente ho il mio papà

                    ANDREA (figlio) C.A.T. 2

 

'Penso che ciascuno di noi sappia che cos’è la sofferenza per averla vissuta direttamente sulla propria pelle. E’ uno stato d’animo terribile che coinvolge non solo lo spirito ma anche il fisico.
Tanti di noi sono stati, o lo sono ancora, coinvolti in problemi alcol-correlati.
Inizialmente non si riconosce, o non si vuole riconoscere il problema; si portano sempre delle giustificazioni, sia da parte dell’alcolista che da parte dei familiari.

Per l’interessato l’alibi è:
“Smetto quando voglio.. Per un bicchiere cosa vuoi che sia..”

Per coloro che vivono con lui l’alibi è:
“Diamogli un’altra possibilità”, oppure subentra la vergogna.

Non ci rendiamo conto che non facciamo altro che peggiorare questa situazione già di per sé tanto drammatica e sofferta.

Solitamente le liti e le violenze in casa sono la prassi e tutto comincia ad andare a rotoli. Nessuna motivazione che si porti per farlo smettere colpisce nel segno.
La sensazione di impotenza è grande e grande è il desiderio di mollare tutto e lasciare tutto al caso. Si è stanchi, sfiduciati e infelici di una vita che ormai non dà più niente e soprattutto non si vede un futuro positivo davanti a noi, un futuro che avrebbe potuto essere solo tranquillo e sereno.

Bisogna saper dire basta e prendere una decisione forte, iniziando sì un percorso faticoso, ma lungo il quale troveremo quella porta aperta che è il Club: un aiuto, un supporto molto grande per tutte le famiglie con problemi alcol-correlati.

L’ascolto, la quotidianità, l’empatia sono i punti forti, essenziali, per farci sentire a nostro agio. L’alcolista ne trova sicuramente un grande beneficio, ma anche i familiari si mettono in discussione e a confronto con altre problematiche che danno la possibilità di capire se stessi'.

 

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Presso lo sportello sono inoltre presenti libri e video informativi sull’argomento

 

 


I club ACAT La storia

 

LA STORIA

Il prof. Vladimir Hudolin, psichiatra croato nato nel 1924 e morto nel 1996, visti gli scarsi risultati ottenuti attraverso la medicalizzazione dell’alcolismo, ha per primo sperimentato in Croazia dei gruppi di auto- mutuo aiuto per il trattamento dei problemi alcol-correlati, secondo un approccio ecologico-sociale.

Nel 1964 fu aperto a Zagabria il primo Club; l’alcolismo ha smesso di essere considerato una malattia, per essere considerato uno stile di vita, che può essere modificato attraverso la volontà della persona e l’influenza della famiglia e del gruppo in cui essa è inserita.
Autorevoli studi hanno dimostrato che l’alcolismo deve essere considerato uno di quei fenomeni a forte valenza sociale , per cui più si beve nella comunità, più ci sono individui che esagerano nei loro comportamenti verso il bere. Meno la comunità beve, meno individui con problemi alcol-correlati vengono rilevati. Così, un gruppo dove si segue uno stile di vita sano e libero da droghe, finisce per influenzare le persone che lo frequentano,

Il Club deve portare la sua esperienza al di fuori, nella comunità allargata, proprio per cercare di modificare l’atteggiamento generale della popolazione (cultura del bere), perché solo riducendo la media generale dei consumi si riducono in proporzione i problemi alcol-correlati.

APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE: si basa sul lavoro dei Club, le comunità multifamiliari autonome, di non più di 12 famiglie inserite, lavoro centrato sulla famiglia e la persona e non il paziente e la sua patologia.
Il problema alcolcorrelato e complesso viene visto come uno stile di vita, un comportamento multifattoriale, psico-fisico-sociale, oggi si potrebbe aggiungere anche antropospirituale, mentre la psichiatria tende a considerarlo esclusivamente in una dimensione biologica e psicopatologica.
Il primo Club secondo l’approccio ecologico-sociale del prof. Hudolin fu aperto in Italia nel 1979. Da allora, i Club nel nostro paese si sono moltiplicati, arrivando al numero di circa 2600.

l’idea è semplice: famiglie che si incontrano ogni settimana, in piccole comunità multifamiliari chiamate club, per parlare dei loro problemi legati all’alcol. Al primo congresso italo-juguslavo dei Club degli alcolisti in trattamento, svoltosi a Opatija, in Jugoslavia, nel 1985, si è proposto di considerare l'alcolismo come un particolare modello di comportamento, come uno stile di vita che può tradursi in malattia quando si manifestano complicanze organiche, psichiche e sociali (Hudolin Vl., 1985).
Quest'ottica di guardare al problema è quella che si definisce ecologica: i disturbi alcolcorrelati sono visti come il risultato dei disturbi dell'equilibrio ecologico della comunità. L'alcolismo dunque è inteso come uno stile di vita;mentre i disturbi alcolcorrelati, ad esempio la cirrosi epatica, la psicosi alcolica, la polineuropatia alcolica, sono malattie. Se a partire dagli anni Sessanta si parlava di malattia alcolica familiare, oggi il termine andrebbe corretto piuttosto in stile di vita alcolico della famiglia come dell'ambiente sociale. 

Al concetto di approccio ecologico sociale si lega quello di spiritualità antropologica espresso dai valori che ispirano  il lavoro dei Club ossia la pace, la solidarietà, l’amicizia e l’amore. I Club degli alcolisti in trattamento hanno avuto riconoscimenti internazionali, dall’OMS fino alla Commissione Europea sulla Salute.

 

I club ACAT Altre associazioni

ALTRE ASSOCIAZIONI

AICAT
Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
via Michele Pironti 14
84134 SALERNO (SA)
Tel 089/405484
Fax 089/2750056
Sito internet
www.aicat.net
E-mail:
info@aicat.net


ARCAT - Emilia-Romagna
Ass. Reg. Club degli Alcolisti in Trattamento
via Circonvallazione 21/a
44011 ARGENTA (FE)
tel. 338/8529179
e-mail:bob.58@hotmail.it